A MIO PADRE


Questo brano è stato ispirato dalla morte di mio padre, avvenuta a causa di un incidente stradale il 16 settembre 1972, quando io avevo poco più di 14 anni. Pur avendo dovuto rielaborare completamente il rozzo tentativo iniziale, ho mantenuto intatti i temi iniziali, e soprattutto la struttura generale della composizione. La prima parte rappresenta l’ingenuità e la spensieratezza della fanciullezza; ma l’imprevisto è in agguato, e l’illusione che questo possa durare in eterno è improvvisamente rotta dall’accelerando delle battute 65-80, in cui ho voluto rappresentare l’idea dell’automobile che perde il controllo e si schianta violentemente (vedi i tre accordi dissonanti alle battute 80 e seguenti) con un camion. La seconda parte è una melodia sofferente, spesso dissonante, che descrive la perdita progressiva delle forze, fino alla morte. Il brano termina con la ripetizione, nella tonalità minore, del tema iniziale, trasformatosi così in un ricordo struggente e malinconico. Nulla è più come prima.

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